Qualcosa su Elizabeth Gaskell…

29 Mar

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INFANZIA:

Sicuramente gli avvenimenti della sua vita incisero molto sulla trama di N&S, tanto che per molti versi, la sua infanzia sembra un copia-incolla delle vicende di Margaret.

Anche suo padre, William Stevenson, era un pastore come Richard Hale, e sua madre,  Eliza Wedgwood, era nipote di un noto ceramista. All’età di quattro anni fu adottata da una zia materna, presso la quale trascorse buona parte della sua infanzia, a KnutsfordCheshire, una tranquilla cittadina di campagna non lontana da Manchester.

La morte in mare nel 1822 dell‘unico fratello, John, contribuì ad allentare ulteriormente il legame con il padre, già non particolarmente stretto a causa delle distanze e dei cattivi rapporti del padre con la zia. L’assenza di un fratello e la complessità dei rapporti familiari saranno temi spesso presenti nella narrativa della Gaskell.

La famiglia della zia, gli Holland, era anch’essa unitariana e borghese, legata per parentela o matrimoni ad altri personaggi eminenti (tra cui William Turner ed i Darwin), ed in essa Elizabeth assorbì un atteggiamento politicamente liberale e religiosamente tollerante. L’educazione impartitale presso gli Holland la incoraggiò ad approfondire le sue conoscenze con vaste letture, ed a formarsi un punto di vista ed opinioni autonome.

 

Manchester

Nel 1832 sposò William Gaskell, uomo attivo ed impegnato socialmente oltre che pastore unitariano della cappella di Cross Street, punto di ritrovo di un‘attiva cerchia intellettuale anticonformista che comprendeva pastori dissidenti, riformisti, progressisti, scienziati e poeti.

Il cambiamento dalla tranquilla Knutsford, poco più di un paese immerso nella quiete e nell’apparente immobilità della campagna dell’Inghilterra settentrionale, a Manchester, centro dinamico in piena espansione, modellato senza sosta dall’industrializzazione pesante, fu notevole, ed ebbe ripercussioni tanto sulla salute della Gaskell quanto sul suo modo di osservare la realtà che la circondava, e le permise di prendere coscienza del trapasso da un’economia (ed una società) contadina ad una industriale.

Nei primi anni di matrimonio affiancò il marito nel suo lavoro di insegnante alle lezioni serali e domenicali per i bambini degli operai, spesso operai essi stessi. In quanto compagna di un pastore della Chiesa d’Inghilterra era nella posizione di entrare in contatto sia con il mondo operaio che con l’intellettualità progressista, e pare che si sia avvicinate alle teorie del socialismo utopistico.

Il suo rapporto con la città di Manchester (la “cara vecchia fosca triste fumosa grigia Manchester”, come amava chiamarla lei stessa) e con il tipo di vita che vi si svolgeva rimase sempre ambivalente, diviso tra l’intenso malessere suscitatole dal paesaggio cittadino – malsano, inquinato e deturpato da fabbriche e ciminiere – e l’ammirazione per l’intraprendenza dei suoi abitanti.

La morte in tenera età del figlio William, l’unico maschio (1844), fu per lei un colpo durissimo che riuscì a superare grazie all’appoggio del marito, il quale la esortò anche a dedicarsi ad un’attività che richiedesse intensa e prolungata concentrazione – la scrittura.

 

Scrittrice

Il consiglio fu ascoltato e vide così la luce Mary Barton, uscito anonimo nel 1848, il cui crudo affresco dell’ambiente operaio di Manchester suscitò non poco scandalo ed il libro fu messo al bando da non poche biblioteche e librerie, ma tanto clamore portò opera ed autrice all’attenzione del grande pubblico.

Nel dicembre del ’51 pubblicò su Household Words, rivista edita da Charles Dickens, il racconto La nostra società a Cranford (Our Society at Cranford). Dickens ne rimase colpito tanto da convincerla a scriverne un seguito (quello che poi divenne il romanzo Cranford, 1853), assicurandosene la pubblicazione assieme ad alcune delle sue opere successive.

Strinse amicizia con Charlotte Brontë, di cui ci è rimasto un nutrito epistolario e su richiesta del padre curò una biografia di vastissimo successo (1857), e frequentò William Makepeace Thackeray e George Eliot.

 Scrisse ancora diversi romanzi e racconti (di particolare successo godettero le sue storie gotiche); ancora all’apice del successo decise di ritirarsi a vivere in una zona più salubre e tranquilla della “vecchia e fumosa Manchester”, e con i proventi dei suoi romanzi acquistò un cottage ad Alton, nello Hampshire, dove si spense circondata dalle figlie, all’età di cinquantacinque anni, lasciando il suo ultimo romanzo incompiuto.

 

Opere 

Oggi la Gaskell è ricordata soprattutto per “Cranford” (1851-1853), serie di racconti pubblicati in origine sulla rivista “Household Words”. Ambientate nella cittadina di provincia di Cranford, le storie descrivono una serie di donne, in gran parte nubili, e i loro sforzi per conservare, pur con poco denaro, le apparenze dell’eleganza e del garbo borghese. Ottima è la biografia di Charlotte Brontë (1857), sua amica.

 

Romanzi

 

Raccolte di racconti

Storie brevi

Saggistica 

In italiano 

  • La donna grigia, Introduzione di Francesco Marroni. Traduzione di Grazia Colli, Solfanelli 1988 (ISBN 88-7497-293-8)
  • Cranford, Giunti 1995
  • Mia cugina Phillis, a cura di Francesco Marroni (con testo a fronte), Marsilio 1995 (ISBN 88-317-6295-8) e 2001 (ISBN 88-317-5842-X)
  • Storie di bimbe, di donne, di streghe, a cura di Marisa Sestito, Giunti, 1999 (Raccoglie cinque racconti, tra cui La strega LoisLa storia della vecchia balia)
  • Il castello di Crowley, Introduzione dii Benedetta Bini. Traduzione di Simona Costaggini, Sellerio 2002 (ISBN 88-389-1807-4)
  • La vita di Charlotte Brontë, La Tartaruga, 1987 e 2006 (ISBN 88-7738-439-5)
  • Ruth, traduzione di Federico Lopiparo e Valentina Piovani, introduzione di Nadia Fusini, Editori Internazionali Riuniti, Roma 2011.
  • Nord e Sud, traduzione di L. Pecoraro, Jo March 2011 (ISBN 978-88-906076-0-8).

 

 

 

 

fonte: Wikipedia

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